L’export del vino italiano nel primo trimestre: una nota positiva in un panorama negativo

L'export del vino italiano nel primo trimestre: una nota positiva in un panorama negativo - Giridipasta.it

Negli scorsi mesi, il settore dell’export del vino italiano ha fatto registrare una performance positiva, contrariamente alla tendenza generale negativa del made in Italy evidenziata dall’Istat. Le imprese enologiche italiane hanno espresso senso di ottimismo, con un aumento del +3,1% nei volumi esportati e del +3,9% nei valori, raggiungendo la cifra di 1,84 miliardi di euro. Questo andamento positivo si contrappone alla situazione dei concorrenti francesi, che hanno registrato un calo del -0,2%. Tuttavia, secondo le analisi condotte dall’Osservatorio di Unione italiana vini , emergono ancora varie incertezze sul mercato.

Le sfide dell’export: calo dei principali mercati e prezzi medi in calo

Un aspetto significativo rilevato dalle analisi dell’Osservatorio Uiv è l’inversione di tendenza nel mercato vinicolo, con un calo del 4% dovuto principalmente alle riduzioni significative nei principali mercati come Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia. Nonostante tutte le tipologie di vino abbiano registrato saldi valoriali positivi, con spumanti, fermi imbottigliati e frizzanti in deciso aumento, i prezzi medi – ad eccezione di sfusi e mosti – vedono comunque una fase di debolezza. È degno di nota il ruolo determinante degli ordini provenienti dalla Federazione Russa nell’incremento dei volumi esportati: senza il contributo russo, la crescita rimarrebbe stagnante. Tra le note positive, spiccano il ritorno al segno positivo per i rossi Dop imbottigliati, l’aumento significativo dei bianchi Igp e il successo di Prosecco e Asti Docg tra gli spumanti.

Le strategie per il futuro del vino made in Italy

Il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, ha sottolineato l’importanza per le imprese del settore di restare vigilanti sui mercati e sui listini, mantenendo l’obiettivo di migliorare il posizionamento del vino made in Italy nel lungo periodo. In un contesto complesso come quello attuale, l’Uiv sostiene che sia essenziale perseverare negli investimenti strategici in promozione, innovazione e ristrutturazione dei vigneti. Questo approccio, secondo l’Unione italiana vini, costituisce una via sicura per affrontare le sfide del mercato internazionale e sostenere la crescita del settore vinicolo italiano.

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