Intervista a Gian Andrea “Jana” Squadrilli, founder di Italy Foodporn

Gian Andrea "Jana" Squadrilli Gian Andrea "Jana" Squadrilli
Gian Andrea "Jana" Squadrilli

 

Con Gian Andrea Squadrilli, conosciuto ai più come Jana, abbiamo parlato del foodporn associato all’imprenditoria, spaziando dal racconto territorio tramite social al futuro di questa tipologia di comunicazione.

 

– Per iniziare, ti chiederei come è nata la tua passione per la cucina?

– Praticamente è partito tutto da mia nonna, devo la passione per la cucina a lei e a mia madre. Mi hanno trasmesso sia la passione che, in seguito, le basi della cucina: grazie a loro ho anche imparato a cucinare, ho imparato metodi e pratiche che hanno contribuito ad accrescere il mio interesse nei confronti di questo mondo. Ma devo ringraziare anche mio padre: mentre mia nonna e mia madre mi hanno insegnato l’arte della cucina tradizionale e fatta in casa, mio padre dall’altro lato mi portava spesso a pranzo o a cena fuori alla scoperta del mondo della ristorazione e del cibo tradizionale fuori dalle mura di casa.  

 

– Il Foodporn è un concetto importato dagli USA. Come hai avuto l’idea di adattare il Foodporn alla cucina italiana e quali ostacoli hai dovuto affrontare? 

– L’idea nacque perché già seguivo la pagina Foodporn made in Usa, ma questa pagina non suggeriva altro che la pietanza in sé, senza offrire contributi a livello di guide, di esperienza e di background del piatto descritto. Questa cosa mi faceva storcere il naso, giacché un piatto non può rimanere a sé stante, ma necessita di un “contorno” che possa spiegare in che modo è stato cucinato, dove viene servito, chi lo ha cucinato, gli ingredienti usati.. Insomma, da lì l’idea di creare una vera e propria guida capace di valorizzare il piatto a 360 gradi. 

 

– Il Foodporn può essere associato altresì ad una filosofia di cucina genuina che metta in primo piano la qualità del prodotto?

– Il Foodporn è principalmente estetica, e l’estetica può essere associata a qualsiasi tipologia di piatto. Noi, ad esempio, negli anni abbiamo collaborato altresì con ristoranti stellati, non proprio categorie affini al Foodporn; ma contrariamente a quanto si possa pensare, il Foodporn è riuscito ad inserirsi in questo mondo portando una nuova tipologia di estetica. 

 

– I social hanno influito parecchio sull’ambito food, come evolverà in futuro il rapporto Social-Food? 

– In questo momento il Food prescinde in maniera sostanziale dai social: ad oggi è la vetrina principale per coloro che vogliono sponsorizzare un’idea culinaria o una proposta di ristorazione. Il passaparola continua ad avere un ruolo importante, ma anche il passaparola ormai è lo step successivo alla comunicazione social. In futuro continuerà ad essere così, i social cambieranno come già successo negli ultimi anni, ma rimarrà comunque il medium più efficace per veicolare il messaggio Food. Ovvio è che la comunicazione social deve essere corrisposta da una realtà che non si discosti da quanto raccontato dietro uno schermo. La qualità rimane il primo obiettivo a cui devono mirare le attività.

 

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– Parliamo di imprenditoria, in che modo i social ti hanno aiutato nel passaggio da Food influencer a imprenditore? 

– Ho creato il mio personal brand “Jana” quando ancora ero un influencer in Italy Foodporn. Grazie ai social, avevo costruito una vera e propria figura di riferimento in questo mondo e quando ho aperto i miei locali la gente ha continuato a mostrare fiducia nei miei confronti; una sorta di premio per il lavoro svolto nel corso degli anni. Una base di utenti che diventano clienti e che si fidano di te e del tuo locale: una conseguenza di una comunicazione efficace sui social. Questa base è importante anche per i progetti futuri, che siano legati al mondo food o meno. 

 

– Quali i progetti futuri?

– Al momento voglio lanciare altri due format sempre legati alla ristorazione: uno sul dolce e uno sul salato. Non voglio spoilerare altro, nell’arco di un mese partiranno e vorrei lasciare la gente con un po’ di curiosità in merito! 

 

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