Focolai di Peste Suina Africana nell’UE: Situazione critica nel 2023

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Introduzione
Il 2023 ha visto un preoccupante aumento del numero di focolai di peste suina africana tra i suini domestici nell’UE rispetto agli anni precedenti. Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto epidemiologico annuale pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, Efsa.

Focolai di peste suina africana tra i suini domestici
Nel 2023, ben 14 Stati membri dell’UE hanno registrato focolai della pericolosa malattia che colpisce suini e cinghiali. In particolare, l’Italia si è posizionata al secondo posto dopo la Polonia per il numero di focolai tra i cinghiali, evidenziando una diffusione allarmante della malattia.

Diffusione della malattia
L’Efsa ha evidenziato che il 2023 ha registrato il maggior numero di focolai dal 2014, principalmente a causa dell’introduzione e della diffusione della malattia in Croazia e della sua recrudescenza in Romania, responsabili del 96% dei focolai nell’UE. Al di fuori di queste nazioni, i focolai sono stati considerati “sporadici”, con un totale più elevato in Polonia seguita da Italia e altri Stati membri.

Nuove aree colpite
Paesi come Italia, Grecia, Croazia, Germania e Polonia hanno assistito alla comparsa della peste suina tra i suini domestici in aree precedentemente non coinvolte, suggerendo una diffusione più ampia tra le regioni. In Italia, si è verificato un piccolo focolaio nella regione settentrionale, uno in Sardegna, e diversi focolai sono stati identificati per la prima volta nel sud del Paese.

Diffusione tra i cinghiali
Nel 2023, si è osservato un aumento del 10% nel numero di focolai tra i cinghiali rispetto all’anno precedente. Il virus ha fatto la sua comparsa per la prima volta in Svezia e Croazia, spargendosi in nuove zone d’Italia e riemergendo in Grecia dopo due anni di assenza. In quest’ambito, la Polonia ha notificato la maggior parte dei focolai tra i cinghiali, seguita da Italia e Germania.

Raccomandazioni degli esperti
Gli esperti dell’EFSA suggeriscono di dedicare maggiore attenzione alla sorveglianza passiva, concentrandosi sul rilevamento precoce dei segni clinici della malattia, nonché sulla ricerca e l’analisi delle carcasse come strumenti cruciali nella lotta alla diffusione della peste suina africana.

Prospettive future
L’agenzia europea con sede a Parma ha annunciato che a ottobre emetterà un “parere scientifico” che rivedrà i fattori di rischio legati all’emergenza, diffusione e persistenza del virus causante la malattia negli animali, fornendo così nuove linee guida e strategie per fronteggiare questa crescente minaccia.

L’attuale panorama della peste suina africana nell’UE richiede un’immediata e coordinata azione per contrastare la diffusione della malattia e proteggere il settore suinicolo e ambientale da conseguenze devastanti.

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